Nutrizione Funzionale: Test, don't Guess!
Misura non tirare ad indovinare.
Questa è una delle frasi che ritorna spesso nella medicina e nutrizione funzionale.
L’anamnesi, l’esame obiettivo, la valutazione antropometrica e clinica sono strumenti essenziali per un approccio personalizzato al paziente.
Ilaria Bertini
Dietista
Nella recente pubblicazione dell’articolo “Analisi ematiche funzionali: valori normali vs valori ottimali”, si è sottolineata l’importanza delle
analisi ematiche quando queste vengano lette in ottica funzionale.
Indice
I range di riferimento divengono un continuum lungo cui collocare un paziente e la sua storia, in modo tale da avere una panoramica dinamica del passato, del presente e del futuro.
Un singolo esame ematico va letto ed interpretato alla luce di una mappa più ampia, valutando rapporti tra i valori, incrociando più parametri ascrivibili ad una possibile disfunzione d’organo o tessuto, tenendo in considerazione l’età ed il sesso del paziente, le patologie che lo affliggono ed eventuale terapia farmacologica.
Questo permette di condividere obiettivi realistici e
perseguibili.
Per un paziente cronico può essere frustrante ambire ad un valore negli standard, realisticamente molto poco probabile perché de-contestualizzato.
Mettere il focus su un unico valore ci fa perdere potenzialità per lavorare su ciò che è modificabile, ovvero un range ottimale per quel singolo paziente, in quella particolare condizione ed in quel determinato momento della storia clinica.
Ad esempio una glicemia a digiuno di 103 mg/dl può dire tutto e nulla.
Se la inseriamo in una valutazione più ampia che comprenda insulinemia, emoglobina glicata, trigliceridi, colesterolo HDL, omocisteina, uricemia, stato pressorio ci possiamo fare un’idea migliore dello stato metabolico.
Le analisi ematiche vengono fatte spesso a digiuno, di fatto i segnali precoci di alterazioni metaboliche avvengono nello stato post prandiale e/o durante diversi momenti della giornata e della notte. I ritmi circadiani governano le oscillazioni di diversi parametri ematochimici.
Come ci aiuta la Medicina Funzionale
In medicina e nutrizione funzionale si tenta di leggere la storia del paziente in ottica dinamica, attraverso il “MATRIX” (Lezione 1 Modulo 1 del MASTER), uno strumento che aiuta il professionista a ripercorre la storia del paziente ed individuare segni, sintomi, comportamenti e stili di vita.
A questo si affiancano nuovi strumenti di valutazione come CGM per il monitoraggio continuo della glicemia, la misura della HRV ovvero della variabilità cardiaca, il monitoraggio del sonno attraverso device di nuova generazione.
Ad oggi sappiamo che l’epigenetica gioca un ruolo determinante nell’espressione genica e di conseguenza fenotipica di un individuo.
Con il termine “imprintome” si intende identificare gli
epialleli che regolano la trascrizione genica attraverso alcuni meccanismi tra cui la metilazione e la modificazione degli istoni a livello del DNA.
Questa regolazione è influenzata dagli stili di vita, tra cui dieta, attività fisica, sonno e ritmi circadiani, relazioni sociali, comportamenti, pensieri ed emozioni, influenze ambientali e sociali.
L'importanza della Misurazione
Misurare diversi parametri che riguardano lo stato nutrizionale e metabolico di un paziente permette di intercettare segnali epigenetici in grado di modificare lo stato di salute ed influenzare l’invecchiamento cellulare.
Pensiamo ad esempio agli effetti negativi di frequenti picchi di iperglicemia nella giornata, alle carenze nutrizionali da scelte alimentari non adeguate o conseguenze di terapie farmacologiche, all’infiammazione cronica, condizioni che abbiamo la possibilità di misurare:
Misurare significa poter modificare, ricontrollare significa poter capire se si è fatto un buon lavoro.
Misurare esami ematochimici, test funzionali, misurazioni antropometriche, ma anche i sintomi
dei pazienti, il loro senso di benessere e miglioramento, il loro senso di autoefficacia.
Un buon medico e/o nutrizionista funzionale deve sapere scegliere cosa, quando e come misurare a seconda del paziente e delle sue possibilità.
Troppi esami, troppe valutazioni possono generare confusione e soprattutto non sono realizzabili in molti contesti.
La prescrizione degli esami e la loro valutazione ed interpretazione richiede la collaborazione tra
medici, nutrizionisti, dietisti e/o di professionisti con cui si dovrebbe cercare di fare rete.
L’ ABCD in medicina e nutrizione funzionale (Lezione 2 Modulo 1 del MASTER) va pensato come un mazzo di carte, sta ai professionisti giocare la combinazione migliore per vincere la partita.
Acquisire le conoscenze necessarie
Essere al passo con i tempi è fondamentale per garantire ai propri pazienti i migliori risultati possibili.
La Medicina e Nutrizione Funzionale è una disciplina in crescita, in grado di offrire una visione più completa e integrata rispetto ai modelli convenzionali di cura.
Per un professionista sanitario, acquisire le conoscenze di base della Medicina e Nutrizione Funzionale è fondamentale per ottenere una visione completa della salute e del benessere del paziente.
Il Master SMNF è un percorso che permette di acquisire le conoscenze di base di questa disciplina. Attraverso un programma di formazione integrata, il professionista può approfondire le metodologie e i principi della Medicina e Nutrizione Funzionale, imparando a conoscere e comprendere le basi teoriche, pratiche e scientifiche su cui si basa questa disciplina, come anche le tecniche e gli strumenti più aggiornati per applicarla in modo efficace.
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